Quest’estate è arrivato un po’ a sorpresa, visto le nostre “umili” ambizioni di “dilettanti allo sbaraglio” un nuovo allenatore, un allenatore con un lungo palmares alle spalle: mister Talleri (e non chiamatelo coach!!).

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1) Buonasera Mister, finalmente tornati online possiamo avere il privilegio di scambiare qualche battuta con lei. Partiamo subito dall’arrivo a Candia, prima di ripercorrere le tappe della sua carriera. Qual è stata, in tutta sincerità, la  prima impressione di Candia e delle ragazze che sta allenando?


Uhm… Buono, buono, per il solo fatto che a luglio siamo riusciti ad organizzare un allenamento con 12 persone… anzi direi… uhm… buono.

2) Quest’anno per Candia l’obiettivo è la salvezza. Un obiettivo alla portata della “banda bassotti”?

Ah sì, la banda bassotti, così l’ho definita, giustamente. Ma effettivamente si sono dimostrate all’altezza della situazione e hanno praticamente (facendo i debiti scongiuri aggiunge l’intervistatore!!!) raggiunto l’obiettivo. Dimostrando una passione e una volontà senza pari.

3) Riandando alle origini. Come è iniziato il suo amore viscerale per il volley?

E’ iniziato a 9 anni allorchè un folle mi ha detto: “domani ti presenti al campetto dei frati con scarpe da tennis e maglietta”.

4) E fu amore a prima vista per questo sport?

E iniziarono i problemi per mia madre che per tutta la vita ha dovuto lavare una marea di panni sudati.

4) qual è stata la prima grande soddisfazione e la prima cocente delusione?

La prima delusione fu l’eliminazione dalla fase provinciale di under 14, eliminazione arrivata da parte della Sabini Castelferretti che aveva messo in campo giocatori fuori età. Questo lo venimmo a sapere dopo.

5) E la soddisfazione?

Ogni giorno era una soddisfazione perchè io venivo portato sempre con i gruppi più grandi e questo mi dava grandi stimoli e la mia passione cresceva sempre di più.

 

6) E quando è nata la voglia di passare dall’altra parte della barricata, non più solo giocatore ma anche allenatore?

Sono diventato allenatore perchè avevo la mentalità da allenatore. Ero capitano e capogruppo e allenatore in campo,  e per questo in seguito a un grave infortunio i dirigenti mi indirizzarono verso questo ruolo.

7) Ha trovato più soddisfazione da allenatore o da giocatore?

La soddisfazione vera è giocare. L’essenza vera è il gioco, è stare in mezzo al campo, ma se per questioni evidenti devi stare di fianco, riesci comunque a trovare delle soddisfazioni. Anche se la soddisfazione più grande rimane quella attraverso i tuoi consigli qualcuno riesce a muoversi (e nel tempo ) in maniera da prendersi le proprie soddisfazioni in campo. Non ho sempre allenato gruppi scelti e proprio dai meno “blasonati/e” mi sono arrivati i più gratifcanti riconoscimenti.

8) Lei nella sua lunga carriera ha avuto modo di ricorprire quasi tutti i ruoli a livello societari. Qual è il ruolo che le è risultato più ostico? 

Ostico nessuno, mi sono adattato a tutti. Quello più ingrato è quello di direttore sportivo ad alto livello (professionistico), laddove sei obbligato ad effettuare il lavoro “sporco”, cioè il ruolo di “cattivo”.

9) Com’è cambiato in questi anni (per non dire decenni) il volley?

E’ cambiato tanto perchè sono cambiati i ragazzi e le ragazze. Ma alcune ragazze di Candia mi riportano alla grinta e alla genuina passione del passato.

10) E tornando proprio ai colori bianco-blu, si poteva chiedere qualcosa di più da questo campionato?

Secondo me le ragazze hanno dato il massimo. Tant’è che adesso facciamo una piacevole pallavolo che mi soddisfa. E non a caso i risultati stanno arrivando come fosse una cosa normale e invece vincere non è mai cosa da poco. 

11) Quale voto dà a questa stagione nel complesso?

Un buon voto, di piena sufficienza.

12) Prima di salutarla e ringraziarla per la sua disponibilità le chiediamo due cose. Innanzitutto cosa dovrà fare Candia (in generale) per migliorarsi nella prossima stagione. E seconda cosa, adesso ha la possibilità di “redimersi”, puo’ trovare un epiteto più “lusinghiero” per la banda bassotti. A lei la parola…

Sono contento di aver trasmesso degli input tecnici che le ragazze hanno recepito anche grazie al lavoro del nostro “presidente” che si è prodigata nel professare disponibilità e pazienza verso le atlete che spero abbiano acquisito anche un po’ della mentalità a cui io tengo arrivare. Una mentalità combattiva con chiunque e vincente secondo il mio credo tecnico. E scusate se sono modesto. Per me chiamarle “banda bassotti” la più simpatica definizione che ho trovato nei primi momento e quindi perchè cambiarla? 

 

E così mister Talleri conclude la sua chiacchierarata con noi, scappendo verso la palestra per portare avanti il suo credo. Noi lo ringraziamo per questa stagione che ci sta regalando grosse soddisfazioni, lo ringraziamo per tutti i preziosi consigli che ha saputo darci in questi mesi insiemi e ci auguriamo che il sodalizio possa continare. Grazie mister! 

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