Nuovi arrivi in casa Candia…Benvenuto a Mister Magrini!

Ciao Maurizio e benvenuto nella Candia Family! Oggi dovrai sottoporti a qualche nostra domanda per conoscerti meglio… Partiamo da una domanda facile facile…Sei pronto?

  • Maurizio e il volley…

Maurizio e il volley. La passione è nata quando avevo 12/13 anni, a Loreto dove sono cresciuto come giocatore e poi come allenatore. E’ stato il mio allenatore Walter Matassoli un giorno a suggerirmi di prendere il cartellino come allenatore. La pallavolo è 26 anni nella mia vita e quello che sta per cominciare è il quindicesimo anno in cui alleno.

  • Il ricordo più bello legato a questo magico mondo che si chiama volley.

Se parliamo di alto livello la promozione dalla A2 alla A1 nello staff di Luca Moretti.

Come primo allenatore, invece, la soddisfazione più grande è stata quella di aver sfiorato i play off e la finale regionale under 19 con Loreto maschile.

  • Nelle tue ultime esperienze ti sei confrontato con il volley maschile, ti senti pronto a riaffrontare tutti i “drammi” del mondo femminile?

Una mia collega a Loreto un giorno mi ha detto: “Tu sei più adatto al mondo maschile che femminile, perché le donne potrebbero soffrire il tuo modo di rapportarti, in quanto sei molto diretto”. Questa per me è una nuova sfida, dopo i 2 anni trascorsi a Loreto con l’under 18 e la prima divisione femminile, sono tornato ad allenare il maschile. Questa quindi è una nuova scommessa con me stesso, anche perché a me piace molto lavorare con i giovani. E’ arrivata questa opportunità e l’ho colta.

  • Che cosa ti ha portato a sposare il progetto Candia?

Partendo dal presupposto che io amo lavorare con settori prevalentemente giovanili, anche se lavorassi con una serie B, il mio gruppo base di lavoro deve essere giovane per avere la possibilità di far crescere giorno dopo il gruppo e provare a lanciarlo. Candia ha un buon settore giovanile, c’è stato sempre un ottimo movimento e questo è stato per me un incentivo per scegliere questo progetto.

  • Quali sono state le tue sincere (senza censura, noi siamo di mentalità aperta) prime impressioni sull’ambiente “candiolo”?

Mi hai prospettato Candia family e così si sta dimostrando. Un gruppo che è come una famiglia, un ottimo gruppo di amiche e di dirigenti. Tutti hanno lo stesso obiettivo, tutti uniti nella stessa direzione e questo è fondamentale. La compattezza della società è molto molto importante, per il lavoro di squadra è tutto di guadagnato.

  • La società ha scelto te per far crescere tecnicamente tutto il movimento, ti dà soddisfazione lavorare con le giovani e giovanissime, anche se serve un surplus di pazienza?

L’ho accettato proprio per questo. Ho avuto altre proposte tra maggio e giugno, ma non ho spostato alcun progetto perché preferisco coordinare un settore giovanile in cui ci sia un progetto a lungo termine. I Risultati? Se si lavora bene dalle basi, in un biennio i risultati si possono vedere ed è per questo che ho deciso di sposare la Candia family. C’è un buon parco giocatrici, adesso sta a me e ai miei collaboratori far sì che queste giocatrici possano arrivare a categorie superiori.

  • Hai già avuto modo di rompere il ghiaccio con la nostra prima squadra conducendo un primo allenamento in questo torrido agosto, come hai trovato le ragazze?

Motivate, con voglia di fare nuove conoscenze, nuovi input, con lo stimolo di migliorarsi non solo dal punto di vista tecnico, ma anche dal punto di vista caratteriale e umano. E questo è già abbastanza come punto di partenza. Pu essendo un più che positivo, la strada è lunga ed è in salita e dobbiamo mettere i rapporti per la salita.

  • Quali sono i tuoi personali obiettivi in questa stagione?

Io mi sono rimesso in gioco dopo una stagione negativa lo scorso anno ad Osimo, dove abbiamo avuto delle difficoltà. Mi sono rimesso in gioco perché credo che una parentesi negativa non può precludere il mio percorso di crescita che tutt’ora sto affrontando. Il mio obiettivo con questa squadra è provare a fare sempre il massimo. Ciò non significa che bisogna sempre vincere, ma migliorarsi giorno dopo giorno, allenamento dopo allenamento, partita dopo partita per arrivare alla fine della stagione e dire che ci siamo meritati quello che verrà.

  • E per concludere, ringraziandoti per la pazienza e la sincerità, ti chiediamo tre aggettivi per definirti come allenatore e non solo…

LEALE, ONESTO, DETERMINATO

 

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